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Storia di San Vito Lo Capo
Della presenza umana a San Vito Lo Capo si hanno testimonianze risalenti l'anno mille a.c., grazie ad alcuni reperti storici recuperati all'interno delle tantissime caverne ricavate nelle falesie di cui è ricca la costa. Altri resti di sepolture ipogee risalenti ad un periodo successivo confermano la presenza di insediamenti di natura stanziale. La storia di San Vito Lo Capo è legata in ogni modo a San Vito Martire, un giovane che per sfuggire ai rigori dell'ennesima persecuzione ordinata da Diocleziano (303-304), e alla collera del padre Ila e del prefetto Valeriano, insieme al suo maestro Modesto e Crescenzia (la nutrice), scappa via mare da Mazara e aiutato dai venti giunse a Monte Erice (Capo Egitarso per gli antichi). Qui cominciò a diffondere la parola di Dio tra la gente del posto, ma in seguito dovette andar via anche da Capo Egitarso e riprendere, accompagnato dai due educatori, il suo peregrinare che lo portò dalla Sicilia alla Campania e poi in Lucania, compiendo diversi miracoli. Vito morì giovanissimo il 15 giugno del 299 d.C. (o 304 d.C.).
Sempre più numerosi divennero i fedeli devoti al Martire Vito ed essi fecero costruire una cappella che più volte è stata ripresa nei secoli e trasformata nell’attuale Santuario-Fortezza per proteggere i pellegrini che vi si recavano per adorare il Santo.

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